One year and few months

Dove eravamo rimast*.

Dunque. Dovrei fare un mega-riassunto ordinato di tutto quel che è successo negli ultimi mesi ma conoscendomi non ne sono capace, quindi beccatevi il solito concatenarsi di suggestioni che nella mia testa sono legati da nessi logicissimi.

Mi sono trasferita a Manchester. Per la precisione vivo a Salford, lo specifico perché i Salfordians ci tengono particolarmente alla distinzione. Che poi il confine sia praticamente impercettibile e che Salford sia comunque parte della Greater Manchester, è un altro discorso.
Vivere di nuovo in una grande città, in quella che tutto sommato è periferia, passare dai gabbiani e l’odore salmastro del mare vicino (o quello di letame nei giorni infausti) a, uhm, qualche piccione e un costante odore di erba per strada è stato un bel cambiamento. Se dicessi che non mi manca prendere e andare a svuotarmi la testa camminando lungo il Lune mentirei. In realtà, vicino casa c’è il River Irwell e potrei far due passi sul lungo fiume… Ma non è esattamente la stessa cosa, ecco.
C’è però una città intera da scoprire e di cui mi accorgo di conoscere davvero poco, ma che ogni volta che ne incontro un pezzo nuovo me ne innamoro. Ho seri problemi a capire come tante altre persone non riescano a scorgere la bellezza di questa città e delle città inglesi in generale, ma sono pur sempre quella che ha dedicato una tesi alle periferie milanesi con un’elegia finale sulla cosiddetta squallida e decadente Bovisa. Ammetto di aver una prospettiva diversa sulle cose. Ma magari ci torno un’altra volta in un post Manchester-centrico.

Nel mentre ho celebrato un anno dall’arrivo in UK (nel migliore dei modi, vedendomi il concerto dei The Fall), ho cercato (con una certa difficoltà, non lo nego anzi ci tengo a dirlo) un lavoro e l’ho trovato, seppur temporaneo. Lavoro che mi piace e mi diverte, anche se mi stanca un sacco e le mie gambe sembrano reduci da un concerto hardcore perpetuo. Vedremo cosa succederà dopo il primo Natale che passerò da sola, lontana dai famigliari e dall’Italia. L’ho sperato incosciamente per anni, quest’anno che succede non sono né entusiasta né triste all’idea.

…e cosa. Boh. Questo in breve per dire a quei quattro stronzi che mi leggono che fine ho fatto. Giuro che cercherò di scrivere il prossimo post non fra mille mila mesi. Potrei parlarvi di come il Natale qui assuma dei contorni così trash che arriva quasi a piacermi. E io sono la figlia illegittima del Grinch.

Cheers

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